Orecchie sull'attenti!
Da oggi (più o meno!) due pezzi del demo dei Lenoir - Open your eyes e 2:1 - si possono ascoltare anche sul sito dell'Overdrive Studio. Take a look (anche gli altri demo sono molto belli).
PS: ma demo è femminile? Questo dubbio è straziante ^_^
DUE PAROLE CON VITO
E. Domanda a bruciapelo: perché suoni?
V. Fratelli musicisti… amici metallari (Daniel, Luigi, Pino, Giangi… grazie!), corso pomeridiano di chitarra classica alle elementari… E' la vita. E' ..passione. E' fede.
E. In passato sei stato bassista. Cosa ti ha spinto a passare alla chitarra?
V. Calma, calma! Sono sempre stato un chitarrista! Ho suonato in passato il basso di mio fratello perché non avevo i dindini per comprare una chitarra elettrica. Poi… beh, l'ho comprata.
E. Parliamo dei Lenoir: come è avvenuta la tua scelta? Cosa ti ha spinto a dire "queste sono le persone giuste"?
V. Martina e Roberta hanno, come me, la passione per la musica e per lo strumento musicale. E poi… Sono due belle ragazze ;)
E. Tu hai portato aria "hard&heavy" nelle cover e allo stesso tempo hai riadattato il pezzo di Robi, "Eclipse". Quanto si fa sentire la tua influenza nelle scelte del gruppo?
V. Dopo il conservatorio ho imparato a suonare la chitarra elettrica con i pezzi di Malmsteen, Dream Theatre, Angra, Iron Maiden e simili. Non ho mai suonato Shakira, i Cranberries o i Muse. Quindi la mia base è quella di un chitarrista heavy metal e mi piace tantissimo portare un po' di tecnica heavy nel rock pop moderno.
E. Che te ne pare del riarrangiamento?
V. Di "Eclipse"? …Bello!
E. Passiamo al demo: come hai vissuto la sua realizzazione?
V. Bellissima esperienza… un po' travagliata! Spero tanto che il prossimo CD abbia un parto più semplice.
E. Passiamo alle domande "in comune". Milano e dintorni: cosa manca secondo te per chi fa musica?
V. Da uomo del sud posso dirti che a Milano non manca nulla. Basta fare le cose seriamente e con costanza e si ottiene tutto ciò che si desidera: i mezzi ci sono.
E. Dove ti piacerebbe suonare se potessi scegliere ora?
V. In qualsiasi posto. Io, Malmsteen, Paco de Lucia, Steve Vai e Mariah Carey.
E. Il tuo sogno musicale nel cassetto?
V. Sto già vivendo il mio sogno musicale: i Lenoir. Non svegliatemi!
E. Trova un aggettivo per ognuno dei componenti dei Lenoir...
V. Davide è un grande… Roberta è un dolce guerriero… Martina è la YellowPecora, simpaticissima e un po' pazzerella.
DUE PAROLE CON ROBI
E. Allooora... Siete un gruppo neo-formato e già vi mettete a fare pezzi vostri?
R. Sì, perché è ovviamente un modo più personale di esprimersi rispetto alle cover. Per quanto riguarda me, la mia intenzione è quella di comunicare qualcosa, che la mia musica comunichi qualcosa agli altri: non voglio che resti relegata al “rifacimento di pezzi altrui”, pur se ben fatto.
E. Raccontami la nascita di “Eclipse”: da dove salta fuori?
R. Eeeh... Allora... Diciamo che la versione embrionale di “Eclipse” risale a circa 10 anni fa. Era una versione piuttosto semplice, 4 accordi, un pezzo melodico ma molto... soft. E’ stata parcheggiata tutti questi anni in un angolo della memoria e tutto a un tratto è venuta fuori da sola, è tornata a galla. Grazie anche all’intervento di Vito e Martina si è trasformata in un pezzo più corposo, più completo.
E. Che te ne pare del riarrangiamento?.
R. Beh, rispetto all’ originale è un po’ cambiata... Ma sinceramente credo in meglio.
E. Il testo, lo sappiamo, l’ha scritto un genio.
R. Ahahahah! Il testo originale era in inglese, ora invece è in francese. Questa nuova versione è più tormentata, più “noir”: più adatta a noi.
E. Torniamo alle origini dei Lenoir: come e quando avete capito che potevate “girare bene” insieme?
R. Prima di incontrare gli attuali componenti della band ho provato a suonare con molte altre persone, di ogni età e provenienti da esperienze diversissime, ma con nessuno di loro è scattato quel “feeling” che ti fa capire subito, fin dalla prima nota, che puo’ “girare bene”. Alla prima prova con loro, invece, si è respirata subito un’aria diversa, l’atmosfera era di simpatia immediata: mi trovavo così a mio agio che la voce è uscita da sola, al suo meglio. Non ho avuto più dubbi. La chiamo “questione di pelle”.
E. Le vostre cover sono molto cross-gender. Cosa ha influenzato le vostre scelte? Perché quei pezzi?
R. Che domande puttane! ahahah! No, diciamo che ilo repertorio che abbiamo ora è il frutto delle proposte di ognuno di noi, di scelte dettate dal gusto personale. Per esempio Vito ha dato un’impronta più crossover/hard, il mio è più un rock-pop melodico... Poi Martina ha stravolto tutto con la sua passione per i Beatles!
E. Veniamo al demo, di ottima fattura seppure registrato in fretta e furia: racconta la sua storia.
R. (mi fulmina con uno sguardo e si gratta la testa) Che dire... Non ci abbiamo pensato seriamente fino a due giorni dalla realizzazione. Abbiamo deciso così, all’ultimo momento, di partecipare a un concorso che richiedeva l’invio di un demo e questo ci ha spinti a correre in sala registrazione. Le aspettative erano buone, però mai avrei pensato che il risultato sarebbe stato così soddisfacente! Anche perché abbiamo dovuto trovare nel giro di 48 ore un nuovo batterista, Davide, che per fortuna si è rivelato decisamente all’altezza.
E. Ora cosa ne farete di questo demo?
R. Lo useremo per partecipare a tutti i concorsi possibili dei prossimi 10 anni! Scherzi a parte, ne abbiamo previsto un altro per settembre, questa volta anche di pezzi nostri. Ah, ovviamente inizieremo a portare copie su copie in giro per locali, perché abbiamo bisogno di ripagarci le ore in sala prove ^_^
E. Milano e dintorni: cosa manca secondo te per chi fa musica?
R. Io credo che Milano sia buona per la musica, molto meglio di altre città in cui ho suonato in precedenza come Bari, Lecce o Taranto, dove ti pagano poco o nulla. La difficoltà qui sta nel fatto che è un po’ una lotta al coltello: ci sono moltissimi spazi per suonare, ma ci sono anche centinaia di bravi musicisti!
E. Dove ti piacerebbe suonare se potessi scegliere ora?
R. Al Trottoir! (concorso in atto, NdR) E poi alle Scimmie, al Rolling Stone... O invece, sognando un po’, direi... all’Olimpico! A New York! In Australia! Ok, mi fermo...
E. Il tuo sogno musicale nel cassetto?
R. Lanciare un singolo di successo seguito da un ottimo CD. E, per restare in tema di sogni... duettare con Bono :)
E. Finiamo in bellezza: trova un aggettivo per ognuno dei componenti dei Lenoir
R. Davide è un “tecnico”. Vito lo definirei affidabile e pignolo. Martina? Lei è la yellowPecora, non ci sono aggettivi adatti per descriverla!
Questa sera si prova all'OVERDRIVE STUDIO.
Anche il nuovo pezzo di Robi riarrangiato insieme a Vito (ECLIPSE).
Appuntamento: ore 22. Munirsi di birre.

Weekend all'insegna delle prove per i lenoir.
Caldo infernale alla sala prove di 99studio e decine di foto (grazie Iacuz!) che si possono scaricare cliccando sulla foto qui sotto:

DEMO RECORDED AT OVERDRIVE STUDIO!
Grazie a Paolo e Patrizia... e a Davide, il batterista che ci accompagnerà nell'avventura del concorso organizzato dal Trottoir di Milano.

Sala Prove RS MUSIC
viale Sondrio, 3 Milano
CHI E' LENOIR?
Il nome scelto dalla band ha una storia segreta.
Per i più curiosi vengono fornite le risposte più disparate: ognuno scelga quella che sente più vicina alla "sua idea" di Lenoir.
1. Lenoir fu l'inventore dell'unità di misura del metro: realizzò un regolo di platino, che raggiungeva la voluta lunghezza alla temperatura del ghiaccio fondente e che assunse il nome di 'metro degli archivi'.
Fu anche un inventore della bussola di inclinazione, o inclinometro magnetico: uno strumento che misura la componente verticale del campo magnetico terrestre.
2. J.B. Lenoir, voce e chitarra blues. Nato a fine anni '20 ed entrato nella storia della musica con pezzi come 'Mama Talk To Your Daughter', cantava con un tono di voce così alto che molti di quelli che ascoltavano le sue incisioni senza sapere che aspetto avesse credevano fosse una donna.
3. Lenoir è una contea del North Carolina che deve il suo nome al Generale William Lenoir, eroe rivoluzionario della guerra d'Indipendenza americana. Era anche un letterato e guidò per anni l'Università del N.C. Un suo discendente omonimo è un noto astronauta.
4. Frédéric Lenoir è un filosofo divenuto celebre con il saggio 'Le metamorfosi di Dio', libro che mostra come la reinvenzione del sacro decreta la fine delle religioni istituite. Una sua frase: «Siamo passati da un Dio esteriore a un Dio interiore, da un Dio virile e onnipotente a un Dio più femminile.»
5. Le noir, in francese, significa "Il nero": un colore, un atteggiamento (oscuro, elegante, pauroso?), uno stato d'animo (cupo, pensoso, introspettivo?), un no al razzismo.
6. Le Noir è un genere letterario cupo e misterioso, molto amato in Francia e in Italia. Uno dei più noti scrittori di casa nostra è Massimo Carlotto.
7. Lenoir è il nome dell'inventore del Naso del Vino, che ha rivoluzionato la degustazione e creato l’interesse per gli aromi: ha fondato una casa editrice che pubblica libri dedicati ai vini e alla degustazione.