DUE PAROLE CON DAVE
D. Eccolo qui il batterista dell'ultimo minuto! Dai, raccontaci in breve come sei finito nei Lenoir...
R. Avevo già suonato con Martina e un giorno di maggio mi ha chiamato chiedendomi se potevo sostituire il loro batterista nella registrazione di un demo.
D. Ai Lenoir sei piaciuto subito: cosa piace a te di loro?
R. La passione che mettono nel progetto e nella sua realizzazione.
D. Hai preparato in pochi giorni moltissimi pezzi. Quali brani preferisci? Quali aggiungeresti?
R. Sicuramente amo "Open your eyes" e "Come together". Mi piacerebbe provare "Born to be wild" degli Steppenwolf.
D. Qual è il tuo background musicale? Cosa suonavi nelle band precedenti?
R. Ho suonato un po' di tutto, ma fondamentalmente sono rock-blues. Personalmente adoro il jazz.
D. Cosa ne farete del vostro prossimo demo?
R.Lo proporremo come prima, inadeguata approssimazione di quello che possiamo fare.
D. Del nuovo pezzo, "Eclipse", che te ne pare? Ti soddisfa?
R. Il pezzo è molto bello, ha finalmente raggiunto una sua struttura definitiva. Ora ci aspetta un lavoro di fino sull'arrangiamento.
D. Milano e dintorni: da milanese DOC, cosa manca secondo te per chi fa musica?
R. Prima di tutto la quasi mancanza di locali che facciano esibire le band emergenti, e poi la concezione stessa che la figura del musicista ha assunto: solo qui gli artisti di strada sono considerati alla stregua di barboni...
D. Dove ti piacerebbe suonare se potessi scegliere ora?
R. A Wembley con i Queen.
D. Il tuo sogno musicale nel cassetto?
R. In tour con Jimi Hendrix, John Patitucci e Chick Corea.
D. Per finire: trova un aggettivo per ognuno dei componenti dei Lenoir
R. Roberta è determinata, Vito è buono, Martina è tenera.

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